Costanzo Jannotti neopresidente dell’UNIONE INDUSTRIALI- 01-02-02 - Da "IL MATTINO"

 

 

Da "IL MATTINO" del 31/01/02

 

DOMANI SI INSEDIA IL NEOPRESIDENTE DELL’UNIONE INDUSTRIALI
Callisto passa il testimone a Costanzo Jannotti

Domani cambio della guardia all’Unione Industriali della Provincia di Benevento.


L’assemblea dei soci si riunirà alle 11, presso l’hotel President, per l’ufficializzazione del passaggio delle consegne tra il presidente uscente, Donato Callisto, e il suo successore alla guida dell’associazione di categoria, Costanzo Jannotti Pecci, designato dal consiglio direttivo su indicazione del ”collegio dei saggi”.

Sarà proprio Jannotti - 49 anni, laureato in scienze geologiche, amministratore delegato dell’Impresa Minieri spa, dal 1998 presidente nazionale di Federterme e dall’anno successivo componente del consiglio direttivo di Federturismo, ad aprire i lavori illustrando le strategie della Confindustria sannita per il biennio 2002-2004.


Ad ascoltarlo, anche i suoi colleghi delle altre province campane: per la Confindustria irpina il presidente Giovanni Lettieri, per quella di Caserta Antonio Crispino, per quella di Napoli Tommaso Iavarone, e infine, per Assindustria Salerno, Antonio Paravia.


Tra gli obiettivi che il neopresidente intende perseguire, il completamento del sistema infrastrutturale della provincia, con particolare riferimento agli assi Benevento-Caserta e Benevento-Telese-Caianello, e alla Fortorina: «una condizione preliminare e pregiudiziale - dice - affinché il Sannio possa esercitare quella funzione di cerniera che la storia e la geografia le assegnano».

Jannotti punta inoltre ad avviare un confronto serrato con il sistema creditizio, reo, a suo avviso, di continuare a trattare il Sannio «come un’area di serie B,imponendo tassi e condizioni vessatorie».

 Spostandosi poi nel campo della politica, l’imprenditore sannita lascia intendere che si sente pronto a rivendicare per il Sannio un ruolo attivo nel processo di ridefinizione dello statuto regionale e di elaborazione della legge elettorale, «che deve tutelare maggiormente - spiega - le aree demograficamente più deboli, come la nostra».